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Administrator Goodfellas Jul 14, 2014 4:26:58 AM News

Alla-Lahs, california dreamin'



‘Worship The Sun’ è un titolo quanto meno appropriato per il secondo album del gruppo losangeleno Allah-Las, ideale seguito all’omonimo debutto del 2012, ed è ancora una volta Innovative Leisure ad occuparsene. Quando il The Distillery - lo studio rigorosamente analogico in cui fu registrato il disco d’esordio - ha chiuso i battenti, la formazione californiana ha dovuto in qualche misura fronteggiare l’emergenza. Rinunciare a quel marchio di fabbrica trasferendosi altrove, poteva significare in qualche modo salutare con anticipo i tratti salienti della loro musica. Eppure ‘Worship The Sun’ continua sul solco autentico di quella tradizione West Coast, rivista e corretta. Il batterista Matthew Correia ci tiene a ribadire come i costanti giri per mezzo mondo abbiano informato il loro più recente stile. Il gruppo è del resto alla costante ricerca di informazioni, siano esse testi, pezzi d’arte o suoni dell’altro mondo. Tante anche le lezioni di vita incamerate on the road, sicuramente il faccia a faccia con le forze dell’ordine deve aver causato più di un fastidio ai nostri, che si sono scoperti anche ‘homesick’.

Esperienze che ad ogni modo hanno saldato l’alleanza dei quatto - Matthew Correia (batteria), Spencer Dunham (basso), Miles Michaud (voce/chitarra) e Pedrum Siadatian (chitarra) – amici di lunga data impegnati in un progetto che sta conoscendo una valorizzazione esponenziale. I nostri sono divenuti nel corso degli ultimi anni vere e proprie istituzioni locali. Li potete sorprendere tra gli scaffali della mecca del disco Amoeba Music o alle prese con la stazione online  Reverberation Radio, proponendo alcuni dei loro inebrianti  mix. Sono cresciuti in maniera esponenziale, questo va sottolineato.

Il disco è stato scritto lontano da qualsiasi tipo di distrazione a Baja e nei pressi del Topanga Canyon, poi rivisto in fase di post-produzione dagli ingegneri Nick Waterhouse e Dan Horne (Beachwood Sparks/Jonathan Wilson). Se il primo lavoro era in pratica una riflessione sulle loro eccitanti esibizioni live, la nuova fatica è affare ben più distinto e riflessivo. Un’altalena emotiva, forgiata dai giorni trascorsi in tour, frutto di ulteriori essenziali ricerche sulla matrice rock’n’roll originaria. La sensazione di trovarsi di fronte ad una band figlia dell‘esplosione proto-punk è oggi attutita da arrangiamenti più particolarizzati. Nuggets rimane sempre un bel quadro in esposizione sulla parete principale del salotto buono, ma le canzoni si arricchiscono sovente di sfumature alt(r)e. Sembrano spesso travalicare il confine spazio-temporale che dal power-pop porta al sunshine pop, dal west coast sound più lisergico alle ballate rurali, fino a sfiorare ibridi in stato di grazia tra lounge e garage (ci sono percussioni assortite e vibrafoni per chi ancora avanza dubbi).

Un disco incredibile, che sposa l’immediatezza dei Flamin’ Groovies con i voli pindarici dei tardi Byrds, una di quelle tradizionali scampagnate destinate a riservare gradevoli sorprese. Ben tornati!