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Administrator Goodfellas Sep 1, 2014 8:18:54 AM News

Foxygen, doppio epocale!



Un terzo album ambizioso per il duo di 24enni composto da Sam France and Jonathan Rado, un disco doppio che nelle loro intenzioni vuole ricollegarsi alla storia aurea del rock’n’roll, proprio attraverso quei miti e leggende che ne hanno reso l’immagine così ambita nei circuiti dell’arte pop. Se l’incontro con il produttore Richard Swift, l’uomo che ha dato quel tocco di leggerezza alle psicotiche melodie agro-dolci di  ‘We Are the 21st Century Ambassadors of Peace & Magic’ è stato quanto meno rivelatorio, oggi il duo di Los Angeles è reduce da una vera e propria maratona da studio. Una piccola sala che rispondesse in tutto e per tutto alle loro mirabolanti esigenze, senza in questo ricorrere ad un equipaggiamento fantascientifico.

Lavoro di concetto e fine artigianato ‘…And Star Power’ – qualcuno potrebbe scorgere dei riferimenti ai Sonic Youth di ‘Evol’ nel titolo – è stato poi rifinito in alcuni motel dell’area, confermando come il rapporto di amicizia dei due sia necessariamente basato sulla scrittura di canzoni. Una pletora di brani in questo caso ed un incontro ravvicinato con la genuina follia che anima i due giocolieri, soltanto prossimi al quarto di secolo. Una spregiudicatezza che per loro potrebbe segnare un punto di svolta, nel bene e nel male. Un doppio album che è così spartiacque, tra l’oggi ed il domani, riconoscendo comunque il fascino di quei capolavori concepiti a cavallo tra i tardi ’60 ed i primi ’70, dove il concept furoreggiava al pari della musica.

82 minuti in cui il gruppo certo non si risparmia, dando in pratica seguito a tutti i suoi più reconditi sogni. Sogni che hanno necessariamente a che fare con un immaginario musicale. Fatto di colori sgargianti, stelle filanti, storie fantasy e timidi approcci alla dark side. ‘…And Star Power’ vi terrà incollati alla sedia, sfruttando sensazioni epidermiche e seduttivi motivetti ancestrali. Il gruppo sostiene di essersi re-incarnato in un’ipotetica punk band – Star Power – per rivelare al mondo il suo più naturale eclettismo. Il disco è diviso in 4 capitoli: The Hits & Star Power Suite, The Paranoid Side, Scream: A Journey Thorough Hell e TV: Hang On To Love. Quattro precisi momenti che caratterizzano appunto la genesi di un lavoro ambizioso.

A ben vedere sembrano saltati fuori da un remake underground della pellicola ‘Almost Famous’ (dove a primeggiare era Lester Bangs), con un immagine a mezza via tra il glam e le barbarie rock di periferia. E la grande capacità del gruppo è proprio quella di passare da momenti di grande agiatezza pop (dove si sfiora tanto l’FM rock quanto la più soulful musica popolare) a strappi proto-punk e per nulla indulgenti momenti di freak out psichedelico. In pratica nello stesso disco potrete ascoltare Steely Dan, primi Bee Gees e T. Rex al pari di Stooges, Red Krayola ed ovviamente Royal Trux (un gruppo cui il duo sembra suo malgrado ispirarsi). Tutto è volutamente sporco, ma la finalità è unica: stupire, piuttosto che banalmente intrattenere. Quello che in pratica accadde ai Flaming Lips una trentina d’anni fa, quando stanchi del filone neo-psichedelico puntarono tutto sull’esperienza cinematica. E’ un disco importante, forse la cosa più inaspettata che potesse giungere dall’universo indie. Il duo ne è cosciente ed ha così deciso di trasformare Star Power in una macchina live, allargando il numero dei partecipanti a 9 elementi. Pensate davvero che uno come Todd Rundgren non possa tenerli a battesimo ?