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Administrator Goodfellas Dec 17, 2014 6:12:17 AM News

Matana Roberts, chapter 3



Matana Roberts è una delle più acclamate figure del nuovo jazz, capace di confrontarsi allo stesso tempo con la grande eredità della musica impro e le più intime radici della black (dal gospel all’r&b, attraverso le molteplici declinazioni del verbo). Acclamata anche per la sua visione socio-politica e la sua intrepida estetica, la compositrice ha creato un ciclo di pubblicazioni che rappresentano un unicum, nella prospettiva di un ricerca che vede il superamento delle barriere pre-costituite.

Siamo al terzo capitolo della saga Coin Coin, inaugurata nel 2011 e documentata con sommo gaudio dalla canadese Constellation, che in occasione del primo episodio mise proprio a disposizione l’emblematico studio di registrazione Hotel2Tango di base a Montreal. Dopo il primo corale paragrafo, per il secondo capitolo Matana si orienta verso un approccio più mediato, riducendo di gran lunga il cast dei musicisti coinvolti e puntando anche su una spericolata interazione vocale con liturgie più classiche.

La Robertsè reduce anche dal conseguimento di due prestigiosi premi: l’Herb Alpert Award nel campo delle arti ed il Doris Duke Impact Award, entrambi nel 2014. Riferendosi al suo approccio come ad un avvolgente suono panoramico, con la terza installazione implementa questa metafora, lavorando di concerto a field recordings, loop e ad un effettistica che rimanda alle più primitive dinamiche e metodologie elettroniche. Il sax non è l’univa voce solista, ci sono anche interventi vocali e recitazioni accorate ad impreziosire lo svolgimento dell’opera. Come per il precedente episodio i brani si susseguono senza soluzione di continuità, amplificando l’idea di concept e prospettando una suite inedita. Frammenti di brani tradizionali  hanno la funzione di rappresentare le pietre d’angolo di questo edifico. Per l’occasione si ritorna alla squadra del primo disco per Constellation, con il coinvolgimento dell’ingegnere del suono Radwan Ghazi Moumneh e la scelta metodica dell’ Hotel2Tango. Il risultato è una testimonianza viscerale del suo sentire, tra strutture ordinate e slanci impro, una genesi che ricopre in toto l’esperienza artistica della protagonista, svezzatasi alla scuola AACM  di Chicago. Quello che ascolterete è uno degli album solisti più accorati dell’intera stagione, il risultato di un lungo viaggio attraverso l’america del sud agli albori del 2014, raccogliendo testimonianze e documentazioni sul campo, al fine di trasporre in musica una visione il più possibile attenta alla genesi del popolo afro-americano.