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Administrator Goodfellas 16/apr/2014 05.26.01 News

Brian Jonestown Massacre - Revelation



Probabilmente il concetto non è passato in maniera repentina, ma il piccante suggerimento di qualche addetto ai lavori sembrava quanto meno opportuno: ignorare la tanto strombazzata data romana dei Rolling Stones al fine di recarsi in quel di Milano per la sesta edizione di Rock In Idro. Sfogliate il cartellone del 2 di giugno, giornata conclusiva della kermesse, guardate in basso ed ignorate i tanto strombazzati ed incancreniti Pixies. Poco dopo l’atto sacrificale del gruppo d’apertura sarà la volta dei più enigmatici rocker del nostro tempo: i Brian Jonestown Massacre. Forse il gruppo culto per eccellenza dei giorni nostri. Quell’entità sfuggente capace di rinviare l’appuntamento con il successo a più riprese, rinnegando così i luoghi comuni di chi scalpita pur venendo da un umile dimensione underground.

Gruppo a immagine e somiglianza del leader Anton Newcombe, i BJM sono una creatura imprendibile, sovente in anticipo sui tempi e comunque sempre laterale ad un qualsiasi dispiego di hype. Potevano far tendenza eppure hanno preferito svanire in quelle stesse nubi psichedeliche create ad arte. Nessuna necessità di apparire, nessun compromesso. Eppure i nostri la storia l’hanno fatta, senza mai strombazzare la loro diversità. Altri hanno raccolto il testimone, magari durando lo spazio di una mezza stagione. A loro la gloria del passato, presente e futuro. Estasi dell’immortalità, confermata a ragione da ‘Revelation’, ancora per il solerte marchio di casa A Recordings.

E’ il primo lavoro ad essere stato integralmente registrato e prodotto in quel di Berlino, nello studio personale di Anton, che ha scelto la vibrante metropoli tedesca come sua fissa dimora. E’ il quattordicesimo album realizzato dal gruppo, una cifra che non deve suscitare alcun malumore, nemmeno tra gli statistici più smaniosi. La forza di rinnovarsi, la spinta a migliorarsi e comunque l’impeto solenne a viaggiare, fanno di ogni fatica dei BJM una finestra a sé stante nel multiforme universo rock. In meno di due anni Anton ha rivitalizzato il suo songwriting definendo 13 tracce dai sapori arcaici, eppure dannatamente convincenti. Il gruppo sarà in giro in Europa per tutta l’estate.

Al disco partecipa uno dei rari membri originari del gruppo, quel Ricky Maymi, che affianca gli altrettanto preziosi Joachim Alhund (Les Big Byrds, sempre dalla scuderia di casa), Constatine Karlis (Dimmer) e Ryan Van Kriedt (Asteroid #4) . Lo stesso Joachim regala una memorabile interpretazione in lingua svedese nella traccia d’apertura. Il suono è magmatico, mai esasperato però. Una psichedelia liquida che guarda alle ovvie fasi di transizione della musica tedesca – quei beat motorici sono più di un indizio – e con rinnovato interesse ai suoni di matrice orientale. ‘Revelation’ è così un gioco inebriante, una vitale riproposizione di quanto fatto negli ultimi 40 anni nell’ambito del rock lisergico, con tutte le accortezze del caso.