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Administrator Goodfellas 25/feb/2014 07.41.11 News

Bob Dylan goes gospel



Tra tutti gli artisti con un catalogo imponente alle spalle, Bob Dylan vanta sicuramente un record tra quelli più omaggiati. Centinaia e centinaia di cover dell’illustre menestrello hanno a più riprese invaso il mercato discografico, disponendo anche una serie di interpretazioni memorabili. Dai Byrds ad Adele, passando per Manfred Mann ed i Guns N’ Roses, sono davvero numerosi i musicisti ad essersi abbeverati alla medesima fonte. Ma qualcosa ci suggerisce che nulla poteva prepararvi ad un simile tributo: Dylan’s Gospel a firma The Brothers and Sisters, un coro con base a Los Angeles, composto da celebri cantanti che già vantavano una fervida attività discografica. Una riunione che avrebbe avuto luogo una sola volta, proprio in occasione di queste registrazioni.

Il disco fu pubblicato originariamente nel 1969 per Ode Records, con distribuzione CBS. Il collettivo californiano qui riunito presenta originali interpretazioni in chiave gospel del più gettonato Dylan. Prodotto da Lou Adler, di lì a poco dietro al banco di regia per il multi-platino ‘Tapestry’ di Carole King -  ed arrangiato da Gene Page . noto soprattutto per il suo lavoro in casa  Motown – il disco vedeva sfilare una serie di artisti al tempo poco noti, ma destinati in alcuni casi, a raggiungere le vette dello notorietà discografica. Merry Clayton – l’incredibile vocalist che si sarebbe alternata a Mick Jagger nel classico dei Rolling Stones ‘Gimme Shelter’ (e protagonista del recente documentario 20 Feet from Stardom), compare assieme ad Edna Wright delle Honeycones e alla stella Gloria Jones che aveva inciso nel 1965 la versione originale di’Tainted Love’.

Nel cast 27 cantanti, tra  i nomi Ruby Johnson, Shirley Matthews, Clydie King, Patrice Holloway, Julia Tillman e moltissime altre. In scaletta alcuni dei più amati e noti pezzi di Zimmerman: ’Lay Lady Lay’, ‘All Along The Watchtower’, ‘My Back Pages’ e ‘Just Like A Woman’. Responsabile della genesi del progetto è stato lo stesso Adler, il visionario del music business, già  dietro all’organizzazione del leggendario Monterey International Pop Festival. Nella sua testa l’idea di coniugare le canzoni di Dylan con alcuni dei più celebri musicisti del circuito di L.A, molti dei quali cresciuti nella chiese battiste del sud della città degli angeli. Del resto lo stesso produttore ammette come ci fosse un feeling gospel in quei brani, una spiritualità che potesse connettere i due popoli.

Le registrazioni presso i Sound Recorders Studios di Hollywood furono un qualcosa di simile ad una festa organizzata: 4 giorni con cibo e bevande in abbondanza ed un numero di musicisti in realtà più grande di quello richiesto. Carole King era lì ad ascoltare molto incuriosita, così come Peggy Lipton e Papa John Phillips. In definitiva una versione rock ‘n’ roll della chiesa gospel in azione.