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Administrator Goodfellas 26/feb/2014 07.02.04 News

Carla Bozulich - Boy



Carla Bozulich è a ragion veduta un’eroina dell’ art-punk. Il suo peregrinare tra i generi le ha permesso di conquistare una stima incondizionata in tutti gli ambienti musicali, collezionando prove al limite del collasso nervoso con gli Ethyl Meatplow e andando addirittura a lambire i lidi dell’alternative country con i Geraldine Fibbers, formazione che la vedeva protagonista assieme al chitarrista Nels Cline. Che ritroverà successivamente nel più intimo progetto Scarnella, con il quale inciderà per Smells Like Records, etichetta legata adoppio filo ai Sonic Youth. Dopo il primo album in solo del 2003 – quel Red Headed Stranger espressamente ispirato al songbook di Willie Nelson – la nostra si re-inventa Evangelista. Un disco omonimo che sigla il sodalizio con la canadese Constellation ed inaugura una nuova stagione musicale, con una band che prende il nome proprio da questo disco.

Boy è il terzo album a nome Carla Bozulich e negli intenti della sua maggiore interprete vuole essere un disco pop, che non rinuncia però a quell’attitudine sperimentale e a quegli intenti decostruzionisti che da sempre l’hanno contraddistinta. Un disco angolare comunque, rispettando la forma-canzone e l’estetica che vuole la Bozulich sempre in bilico tra la spinta autoriale ed un feeling diciamo pure avant. Cresciuta del resto secondo i criteri del do-it-yourself e foraggiata dallo spirito degli artisti punk più rivoluzionari, Carla ha definito un’estetica incorruttibile. Per l’occasione i brani si fanno più stringati, rispettando una lunghezza che va dai 3 ai 5 minuti massimo, le melodie sono accese, le strutture riconoscibili, secondo l’antico dettame verse-chorus-bridge. Ma le strategie sono spesso destabilizzanti, gli accenti diversi. Gli arrangiamenti comunque funzionali alla performance vocale.

La Bozulich ha scritto gran parte del disco, lo ha suonato ed ha curato personalmente il lavoro grafico. Ciononostante una figura importante nella gestione artistica del lavoro è stata John Eichenseer (aka JHNO). I due hanno viaggiato e suonato insieme in nord America, Europa, sud America ed India, con un particolarmente fruttuoso periodo di scrittura in quel di Istanbul. Durante il percorso continentale hanno raggiunto lo stimato batterista e percussionista Andrea Belfi (Mike Watt, David Grubbs e la fantastica band tributo a Moondog Hobocombo) in quel di Berlino, per aggiungere ulteriore dinamismo alle tracce. La scrittura è chiaramente influenzata dalla vita on the road, rimanendo così propositiva e fedele ad un’attitudine nomade. Uno slancio di sincerità che nelle liriche della Bozulich appare ancora più sensato, in un quadro sensato della tribolata vita di artista indipendente. Un disco generoso e tagliente, che ribadisce la centralità della cantante  nelle strategie della prestigiosa label nordamericana.