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Administrator Goodfellas 02/set/2014 01.26.33 News

Electric Youth, from here to eternity



Gli Electric Youth sono un duo di Toronto le cui passioni albergano nella scena synth-wave degli anni ’80, con tutto quello che questa affermazione  possa comportare a livello estetico e mediatico. Austin Garrick è l’uomo che si occupa degli arrangiamenti strumentali, la sodale Bronwyn Griffin la voce celestiale che lo accompagna nell’impresa di realizzare musica senza tempo.

Dopo la suadente collaborazione con il produttore College, ‘A Real Hero’, presente nel capolavoro cinematografico di Nicolas Winding Refn ‘Drive’, il gruppo si è guadagnato un luogo prestigioso negli annali della musica pop contemporanea. Il brano venne utilizzato ben due volte nelle sequenze della pellicola che vedeva protagonista il belloccio Ryan Gosling. Dopo aver raggiunto agevolmente la Top 10 della classifica dance di iTunes in ben 15 paesi, la band si è concentrata assiduamente sulla produzione del primo capitolo sulla lunga distanza. Le registrazioni hanno avuto luogo a cavallo tra la natia Toronto e Los Angeles, dove il gruppo ha avuto accesso ad una sala d’incisione personalizzata. Nello studio casalingo canadese Austin ha avuto modo di utilizzare tutte le sue apparecchiature vintage, con sintetizzatori analogici d’epoca che costituiscono il buon 70% della strumentazione del disco. In California – nel frattempo - Bronwyn ha registrato le parti vocali, ispirata dalla visione costante di alcuni capolavori del cinema muto. Il Metropolis di Fritz Lang è stato in questo senso una enorme fonte di ispirazione. L’esperienza cinematica è totale, quando gli stessi protagonisti affermano che dal mondo della celluloide sono giunte informazioni perentorie. 'Runaway' è stata forgiata ad esempio dalla proiezione di ‘Heavenly Creatures’ di Peter Jackson.

L’altro elemento che non sfuggirà all’orecchio dei più maniacali seguaci dell’electro-pop, è l’impronta italo-disco di alcuni brani. Tanto è vero che a inizio carriera il duo si cimentò in una eccezionale rivisitazione di un classico del genere come ‘Faces’ di Clio, anno di grazia 1985. Il duo – ufficialmente in giro dal 2009 – fa la sua conoscenza sui banchi di scuola, spinto anche dalle passioni dei rispettivi genitori: per Austin una marea di synth pop e la passione sfegatata del padre per Level 42 ed il reggae, per Bronwyn – proveniente da una famiglia estremamente religiosa – le canzoni da chiesa facevano il paio con classici del repertorio di James Taylor e Beatles.

Anche nell’artwork la ricerca di un mondo parallelo e ‘fumettistico’ è palese, il disegnatore inglese Paul Roberts ha infatti provveduto a donare alla coppia artistica un immagine da intrepidi adolescenti, quasi alla stregua dei Goonies. La meraviglia e l’attualità di questo progetto sposa l’oggi, ma guarda con rinnovata fiducia al domani.