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Administrator Goodfellas 29/mag/2015 05.02.23 News

The Last Hurrah!!: Mudflowers



Nella giovane Maesa Pullman il leader dei The Last Hurrah!! HP Gundersen ha trovato finalmente la voce ideale per il suo progetto in continua evoluzione, circostanza a cui teneva – evidentemente – più di ogni altra cosa. Dopo aver esplorato le possibilità della chitarra drone nel debutto "Spiritual Non-Believers" e la rivalsa della forma-canzone nel successivo "The Beauty Of Fake", HP torna con un terzo album che si affaccia con grande competenza nel mare magnum della più classica tradizione pop e folk-rock, valutando una produzione vintage che potesse far convivere elementi di country ed Americana, brit-pop, psichedelia, blues e finanche soul. Il caporedattore di Rolling Stone David Fricke ha scritto in esclusiva le note del disco sottolineando che: “probabilmente avrete ascoltato tutto questo prima, ma – credetemi – mai in questa forma ".

HP Gundersen è stata una figura centrale nella vibrante scena musicale di Bergen, Norvegia, per oltre 3 decenni, sia nel ruolo di produttore che in quello di compositore e mentore. Nel ruolo di produttore va a lui attribuita la scoperta ed il lancio di Sondre Lerche, come una fervida attività che lo ha visto dietro al banco di regia per la realizzazione di oltre 50 album, considerata anche la bellissima avventura con il mito Tim Rose nel suo disco di commiato "American Son". Songwriter, chitarrista e pianista, Maesa Pullman giunge dalla florida scena del sud della California, dove si è guadagnata un ruolo centrale nella comunità roots. Sua cugina Rosa Pullman è la vocalist d’eccezione in due brani del disco “You Ain´t Got Nothing" e "Those Memories".


Tra i musicisti coinvolti nel disco non solo alcune delle menti più fervide del circuito norvegese, ma anche una serie di prestigiosi ospiti americani come Marty Rifkin (Springsteen, Petty, etc) alla pedal steel, John Thomas (Captain Beefheart) all’organo Hammond, Kiel Feher alla batteria e Jason Hiller al basso. ‘Mudflowers’ per la sempre più eclettica Rune Grammofon è sin d’ora una delle più sorprendenti ascese verso il pop d’autore, con buona pace degli integralisti. Un sublime viaggio nella tradizione europea e in quella a stelle e strisce, riportando in essere aromi ancestrali e torch songs senza tempo.