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Administrator Goodfellas 29/apr/2014 07.04.01 News

Jack Ruby, proto no wave



Le registrazioni complete della leggendaria band newyorkese, finalmente raccolte in un doppio cd che prevede anche materiali relative ad alcuni progetti solisti e collaterali.

 Visti e ascoltati probabilmente da un manipolo di fortunati, Jack Ruby hanno incamerato soltanto cinque registrazioni da studio, esibendosi dal vivo altrettante volte, tra il 1973 ed il 1977, con una media di apparizioni di una ogni 12 mesi. La loro musica non è mai stata ufficialmente commercializzata e la loro leggenda è scaturita da un passaparola quanto meno maniacale. Descritti come dei Velvet Underground dopo un incidente stradale o addirittura una versione art-punk degli Steely Dan, i nostri hanno certo alimentato le fantasie (ed i sogni bagnati) di una miriade di completisti del genere.

Venuta alla luce nel 1973 sulla spinta del cantante Robin Hall, del chitarrista Chris Gray, del poli-strumentista Randy Cohen e del suonatore di viola di estrazione accademica Boris (anche noto come Boris Policeband), e successivamente raggiunti dal bassista George Scott (James Chance and the Contortions/8-Eyed Spy/John Cale) e dal nuovo vocalist Stephen Barth, la prima  incarnazione di Jack Ruby incide una demo di due tracce in uno studio di registrazione di Times Square nel 1974: qui debutta la loro Hit and Run una tellurica e nichilista discesa negli inferi del meno allineato rock’n’roll, quasi una joint venture tra i Velvet di Ssiter Ray e gli Stooges di Raw Power, con la benedizione lirica del J.G. Ballard di Crash (ma i cronisti più smaliziati potrebbero anche parlare di una Hot Wire My Heart dei Crime concepita sull’altra costa con diversi mesi d’anticipo).  Registrarono altre 3 tracce per un provino destinato alla Epic Records – grazie all’ interessamento dell ‘A&R di Sly Stone Stephen Paley, ma nulla portò alla firma di un qualsivoglia contratto. Nel 1976 Hall e Gray riportano in vita la sigla per una serie di performance con George Scott al basso, culminate in una memorabile rissa durante un concerto dell’ ottobre 1977 allo storico Max’s Kansas City.

Questa doppia antologia mette in fila quanto registrato dal gruppo tra il 1973 ed il 1977 (attraverso quattro distinte incarnazioni della band), confermando il loro ruolo di terroristi sonici. Uno degli ensemble più radicali a calcare le scene newyorkesi già nella prima metà degli anni ’70, anticipando di fatto non solo le istanze del punk locale, ma anche le vette più spietate del rivoluzionario movimento no wave. I brani sono stati masterizzati da nastri recentemente riesumati, regalandoci una miscela ancora adrenalinica e per nulla datata. Ci sono anche delle prove da studio del 1977 ed un remix del 2013 firmato dal produttore e figura eminente Don Fleming. Il secondo disco contiene un altro volto del progetto, con una serie di pezzi di stampo elettronico molto prossimi all’avanguardia tedesca ed al minimalismo d’epoca. Queste rare incisioni immortalate tra il 1972 ed il 1974, ci regalano alcune delle prime performance al sintetizzatore Serge.

L’eredità di questo gruppo è davvero inconfutabile, immergetevi senza remore in questo pozzo di anarchia sonora e poesia urbana.

“Jack Ruby may be the most influential punk band from New York City that no one ever knew about.”

Thurston Moore

“Jack Ruby occupy a place right between early seventies street rock, post Roxy/Hawkwind synthesis and the future sound of Punk and No Wave.”

Jon Savage