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Administrator Goodfellas 03/mar/2014 01.44.35 News

S. Carey, and then there was light!



‘Range Of Light’, il primo lavoro sulla lunga distanza di S.Carey per Jagjaguwar è  di per sè un manifesto, uno slancio di maturità che proietta di diritto il suo autore tra i grandi compositori pop del nostro tempo, non fosse altro per la capacità di assumere proverbiali atteggiamenti classici e rinnovare dal profondo l’eredità di un genere che spesso si pone in ‘bilico’, affrontando addirittura gli accidentati territori dell’avanguardia. Un tempo lo avremmo chiamato rock progressivo, ma fuori da ogni logica barocca sarebbe oggi opportuno coniare altro appellativo. Il titolo dell’opera si ispira al naturista del 19 secolo John Muir, eroe personale di Carey ed inevitabile maestro di vita.  Questo nuovo album riflette tutte le passioni del musicista riuscendo nell’impresa di trasformare armonie complesse in flussi soavi, giocando in maniera simultanea con il ritmo e le più rarefatte ambientazioni, ripercorrendo in questo una formazione accademica. Il respiro della musica contemporanea è forse l’elemento aggiuntivo che trascina verso nuove vette la propensione artistica del nostro.

Nel suo suono una connessione specifica con la natura ed i luoghi abitualmente frequentati, le esperienze nei dintorni della Sierra Nevada, uno scenario affrontato molteplici volte, anche da giovanissimo. La pesca, le piccole scalate montane, l’esplorazione dei boschi di Redwood nel parco nazionale di Wawona, nella Yosemite Valley. Lo stesso titolo si riferisce allo spettro di luce ed oscurità che una persona può raggiungere nella propria esistenza. Picchi emozionali come valli ed alture: felicità, tristezza, confronto e crescita. E nello specifico recente: un matrimonio, la nascita di un bambino ed il mantenimento di una connessione spirituale con la natura ed i luoghi.

I trascorsi di Carey parlano chiaro: studi di percussioni classiche e pianoforte alla University of Wisconsin ad Eau Claire, dove il contatto virtuale con compositori quali Steve Reich e Philip Glass è stato fondamentale. Dopo essersi laureato nel 2007, stringe un’alleanza con un residente di rango, quel Justin Vernon con cui porterà on tour il premiatissimo ‘For Emma, Forever Ago’, il disco che rivelò al mondo intero la potenza evocativa del progetto Bon Iver. Da lì in poi Carey sarà un fulcro della formazione live.

In ‘Range of Light’ vengono amplificati gli  elementi dei precedenti lavori, con una maggiore enfasi percussiva ed una tendenza risoluta nell’ampliare il raggio d’azione dei brani. Allungare le note, in un flusso che implichi certo una circolarità psichedelica, ma anche un gusto per la ripetitività che arriva giusto dai maestri storici del minimalismo. Dalla raffica di violini sul ritmo contagioso di 'Crown The Pines' al pianto meraviglioso di 'Alpenglow', alla profondità pensierosa di 'Fire-scene', ci sono tutte le sfumature di un’artista finalmente adulto e capace di regalarci un abbraccio vitale.