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Administrator Goodfellas 28/mag/2014 06.12.46 News

Naomi Shelton, sister soul



Nei sei anni intercorsi dall’ultima pubblicazione in studio, Naomi Shelton & the Gospel Queens hanno girato in maniera a dir poco estensiva, esibendosi sui maggiori palchi internazionali e strappando applausi a scena aperta nei maggiori festival di ispirazione (anche) black come Bonnaroo, The Monterey Jazz Festival, Montreal Pop e l’ Ottawa Blues Festival. Siamo al cospetto di autentici veterani del genere, che nonostante le primavere mostra assoluta dimestichezza nel gestire la materia soul, anche nei 12 brani che compongono la nuova fatica per Daptone. Cold World prodotto dal cerimoniere di casa Gabriel (Bosco Mann) Roth, è quanto di più fedele ed essenziale possiate aspettarvi da Naomi e dalla sua claque, che a dispetto delle più diaboliche tecniche d’incisione preferisce trasferire immediatamente su nastro la propria musica, nel rispetto di una eccitazione ed una versatilità  che è pura accademia del soul.

L’impianto è ricco ed ancora una volta l’influenza della musica gospel appare preponderante, pur se inserita in un contesto moderno; i testi delle canzoni sono logicamente ascrivibili ad un messaggio ecumenico, retaggio di una dottrina che si estende oltre il contesto musicale. C’è un sottile filo rosso che lega queste liriche agli universali messaggi di The Staple Singers e Curtis Mayfield, nobili discendenze che appagano non solo il percorso della Shelton in combutta con le sue Gospel Queens, ma anche i seguaci del genere, sempre pronti a ricevere l’abbraccio caldo e confortante di questa suprema scuola nera. Ed oggi facciamo davvero fatica ad immaginare un intrattenitrice più magnetica di Naomi, capace di dirigere una piccola orchestra con gesti sublimi e parole che sono autentici stralci di vita vissuta. I groove del disco sono puro sentimento ed ogni singolo brano sembra iscriversi alla corte dei classici del genere. Da quella ‘Sinner’ che rappresenta quasi un oscuro messaggio di benvenuto al classico stomp domenicale di ‘Get Up, Child’praticamente una messa gospel in direttapassando per il country-soul di ‘One Day’ and ‘I Earned Mine’.

Questa album è la dimostrazione più attendibile dello stato di grazia della Shelton accompagnata per l’occasione anche da una vecchia volpe come Fred Thomas, storico bassista di James Brown e dal direttore musicale Cliff Driver, uomo che ha iscritto il suo nome nella hall of fame dopo i lavori per conto di Baby Washington, Little Willie John, King Curtis, Sam Cooke, Jackie Wilson e Solomon Burke.