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Administrator Goodfellas 31/mar/2015 07.52.45 News

Tallest Man On Earth, enter the darkside



‘Dark Bird Is Home’ (in uscita a maggio per Dead Oceans) non dà certo l’impressione di giungere da uno spazio-temporale preciso come da un singolare mangianastri. Le canzoni ed i suoni sono stati per l’appunto catturati in diversi paesi, studi e addirittura fienili, mantenendo così una caratteristica ‘temporale’ unica, rispettando una qualità che alternasse sporcizia e grinta. Se siete dei seguaci della prima ora di The Tallest Man On Earth, comprenderete ben presto come Dark Bird paga magari pegno ad alcuni di quei vecchi dischi con cui siete cresciuti, battendo nuovi luoghi che imparerete ad apprezzare nella stessa misura. Se questo è il vostro primo incontro con l’artista, siate pur certi che qualcuno sarà geloso della vostra posizione. Apprezzerete queste canzoni, con la coscienza di dovervi ancora confrontare con almeno 40 gemme estratte dagli album e singoli precedenti. Sin dalle prime note di Dark Bird, ascoltiamo altre voci e suoni come accompagnamento all’ugola di Kristian Matsson. Una di queste, accreditata su disco come Angel Vocals, viene fuori ripetutamente all’interno del disco, aggiungendo nuovi colori ad una pozione pur sempre familiare. Una storia ed un progetto che in questa maniera crescono e si espandono. Il primo brano del disco conserva una grande intuizione al piano oltre ad un discreto arrangiamento di fiati … tempo di giungere alla seconda traccia e l’area si fa scabrosamente rock’ n’ roll. L’artista è nel suo stato di grazia, mai così personalmente diretto, più oscuro e profondo rispetto al recente passato, abile neò giocare carte a sorpresa all’interno di un disco che in fondo sintetizza un nuovo inizio.

Le melodie e gli arrangiamenti sono robusti e classici, proprio come quelle vecchie automobili o quegli indimenticati orologi a muro. Il modo in cui vengono impacchettati i testi è alla stessa maniera confortante ed allarmante, come affacciarsi su un panorama fatto di alberi giganti e colline sterminate. Gli altri musicisti coinvolti nelle registrazioni non fanno altro che aggiungere livelli ed allargare la lente con cui si affrontano i temi familiari. La paura e le tenebre, il sonno o la mancanza dello stesso, i sogni nell’oscurità e ad occhi aperti. Muoversi, abbandonare, andare. Distanze e piccoli stop, lunghe linee dritte, spazi temporali. Più speranzosamente, un gratificante aggancio ad un partner di viaggio, una mente da guarire. Fate attenzione a questo album, allo stesso tempo il suo più rumoroso ed orgoglioso, ma anche il più soffice. Nei prossimi mesi il tour di Dark Bird raggiungerà la vostra città, o quanto meno vi si avvicinerà e per la prima volta Kristian sarà accompagnato da una band al completo sul palco.