Administrator Goodfellas 27/mar/2014 03.53.54 News

Amen Dunes corpose armonie



Amen Dunes è il mezzo di trasporto ideale, la piattaforma artistica, attraverso la quale si manifesta il talento del solitario Damon McMahon, da anni una delle più anomale presenze nel sottosuolo americano. La sua è stata sempre una canzone folk accidentata, inebriata da aromi psichedelici, interessata finanche a trasposizioni etniche (faceva un’ottima figura anche nella compilation in free download ‘On A Steady Diet Of Hash, Bread & Salt’ in cui si rileggevano temi della tradizione greca con Steve Gunn, Sam Shalabi, Mike Cooper e moltissimi altri). ‘Love’ con tutti i contesti universali che si porta dietro, è di per sé un titolo ambizioso. Ne è cosciente anche Sacred Bones che ha puntato forte su questo lavoro, conscia delle enormi facoltà di McMahon.

Che tanto per non smentirsi cita tra le linee guida un disco capitale come ‘Astral Weeks’ di Van Morrison, unitamente a personalità stratosferiche del calibro di Sam Cooke, Tim Hardin, Marvin Gaye ed Hector Lavoe. Il nostro è volato a Montreal per incidere l’album, servendosi di due ingegneri del suono eccezionali come Dave Bryant ed Efrim Menuck dei Godspeed You! Black Emperor. Il secondo in particolare non si è limitato a sedere dietro al banco di regia, ma ha anzi contribuito al disco con la sua distinta sei corde nel brano ‘I Can’t Dig It’.  L’altro ospite di rilievo è il sassofonista Colin Stetson, la cui presenza giustifica la passione innata di McMahon per lo spiritual jazz, ed in particolare per le dimensioni parallele di Alice Coltrane e Pharoah Sanders. A differenza dei dischi che lo hanno preceduto -  informati da un approccio più improvvisato – ‘Love’ è frutto di una scrittura scientifica, una messa a punto che ha preso al suo maggior compositore circa 18 mesi di fervida attività.

Se la dimensione solista era quella che maggiormente si addiceva gli Amen Dunes degli esordi, esigenze contingenti (non ultima quella di portare questo materiale in giro per il mondo) hanno spinto ad ingaggiare a tempo pieno rodati collaboratori come Jordi Wheeler (chitarra e piano) e Parker Kindred (batteria). Se buona parte del disco è stata concepita in Canada, una porzione di ‘Love’ è stata ultimata in quella Brooklyn da tempo sede operativa del nostro. Tra lo Strange Weather ed il Trout Recording Studios, Damon ha avuto anche modo di ingaggiare Elias Bender Ronnenfelt degli  Iceage e Vår, per due intense duetti in ‘Green Eyes’ e nel primo singolo estratto ‘Lonely Richard’. Un disco che vi riappacificherà col mondo, ne siamo certi.