Administrator Goodfellas 17/dic/2014 04.32.55 News

Eric Chenaux, l'altro pop



Eric Chenaux si è distinto tra le voci più originali ed innovative in quello che comunemente potremmo definire avant-rock, sovrapponendo tecniche chitarristiche estese a gentili ballate sospese nell’aere, definendo uno stile alquanto personale. Il suo timbro soave ha consentito a questo autore canadese di distinguersi tra i protagonisti di un ‘pop’ affatto incline alle facilonerie della scena indie. Spesso l’immediatezza è sacrificata in favore di una gestualità più disincantata, un lavorare con lentezza che ha consentito al nostro di ampliare il raggio delle sue vedute, perfezionando tessiture soniche che più che al rock rimandano ad una visione classico/accademica.

Cheneaux del resto ha attraversato lunghissime stagioni musicali, aderendo in primis alla grande stagione del post-hardcore nord-americano già negli anni ’90 ed avvicinandosi progressivamente alla musica improvvisata e più in generale ad una definizione elegante e cameristica di musica d’avanguardia. Skullsplitter il nuovo parto per Constellation è così una naturale progressione e la conferma di come l’unico protagonista in campo – si tratta a tutti gli effetti di un album in solo - sappia comunque uscire con personalità muovendosi in completa autonomia. In altre parole nessun ospite ed un campionario di strumenti da far invidia al più incallito ricercatore: chitarra elettrica non amplificata, chitarra con corde di nylon, speakers, melodica ed elettroniche. Ovviamente una sei corde elettrica ed una voce che raggiunge vette celestiali (tanto da azzardare un paragone con Arthur Russell) recitano i ruoli principali.

Quando Eric suona la chitarra, i suoi piedi sono impegnati nella stessa misura degli arti superiori, proprio perchè il ricorso ad una serie di pedali ed effetti comporta un impegno straordinario. Modificare il suono, al fine di rendere ancor più espressiva la propria musica, un processo di mutazione in diretta rimarchevole. La sua voce è il quieto centro di questa piccola tempesta micro-climatica. Temperatura calda è una metafora che lo stesso Chenaux ha utilizzato per descrivere la sua musica: il suo contributo vocale è come un sistema di altra pressione capace di stabilizzare la corrente atmosferica chitarristica che scorre sottotraccia.

Skullsplitter è così l’apoteosi di questa tensione tra i due elementi costitutivi della scrittura solista di Chenaux, dove la sei corde è alla costante ricerca di una via di fuga dal ruolo di accompagnamento. Una chitarra che ha dunque una forza orchestrale, nonostante il lievi filamenti con cui spesso compare in scena. Lavorando a stretto contatto con l’amico ed ingegnere del suono Radwan Ghazi Moumneh, Chenaux riporta alla luce le sue innumerevoli esperienze nel mondo dell’arte ed in particolare delle installazioni sonore. I risultati sono alla portata di tutti: una gemma luminosa e palpabile  nella sua discografia.