Administrator Goodfellas 16/apr/2014 03.59.13 News

69 Année Mélodique



Una collezione destinata a cambiare ulteriormente la vostra percezione sulla musica prodotta oltralpe, a cavallo tra i due rivoluzionari decenni sessanta/settanta. Un manifesto, che in maniera inequivocabile illustra le doti nascoste del canzoniere francese, con il ruolo vitale dei produttori, capaci di confezionare indimenticabili arrangiamenti che guardassero ben oltre il sensazionalismo e il tripudio popolare. Uno stile spesso forgiato da suadenti archi, sezioni fiati capaci di gravitare attorno alle armonie e sguardi d’intesa con quanto prodotto fuori dal continente, puntando magari verso lo speziato oriente. Il ‘doppio’ del pop francese, in una selezione esclusiva di brani che promuovono certo i volti noti di una tradizione, ma guardano anche all’affascinante lavoro dietro al banco di regia degli arrangiatori, protagonisti in egual misura, magari sacrificati da un disdicevole ruolo-ombra. Serge Gainsbourg, Dalida,  Jacques Dutronc, Jane Birkin e numerosi altri, questi i nomi che sfilano nella selezione di 12 brani, curata al solito con grande lucidità dai responsabili dell’emittente radiofonica Nova, vera e propria istituzione nazionale.

Alcune di queste composizioni sono da considerarsi rarità assolute, come nel caso dello strumentale ‘Je suis venu te dire que je m’en vais’ (epocale successo di Gainsbourg) e di ‘Long sera l’hiver’ di Sheila. Ma è anche opportuno collocare un movimento culturale dalle proporzioni così  massicce, perchè le colorazioni stilistiche avevano un seguito anche in quelle liriche. Diciamo così che l’impegno ‘politico’ andava di pari passo con l’emancipazione femminile e giovanile in genere. Le vie della spensieratezza ad incrociarsi nottetempo con interpretazioni più ‘schierate’. La Francia era questo ed altro : dall’immagine raffinata e sensuale della giovane stella yéyé Françoise Hardy al coinvolgimento socio-politico di un Léo Ferré.

Ma la storia è ben più complessa, in quanto sarebbe fuorviante limitare a due singole fazioni una corrente culturale dai tratti così imprevedibili. Assieme ai loro lavori più celebri gente come Dalida, Dutronc e Sheila hanno registrato pezzi decisamente più ‘seriosi’, da collocarsi al fianco di  misconosciuti eroi del popolo come Jehan Jonas e Michèle Arnaud. Questa compilation offre così l’opportunità di cogliere i molteplici volti della canzone francese, un punto d’incontro ipotetico tra stile magniloquente ed arte melodica. Lo studio di registrazione è centrale, così come l’alternarsi dei session men e di tutti quegli organizzatori che hanno letteralmente progettato un suono. Esemplari in questo senso le scelte artistiche di un’icona come Serge Gainsbourg, spesso affiancato da produttori ed arrangiatori come Michel Colombier e Jean-Claude Vannier per plasmare alcuni degli episodi più salienti della sua versatile carriera. Una raccolta impressionante, che scuoterà le coscienze di numerosi crate-digger ed appassionati maniacali della canzone d’autore continentale.