Administrator Goodfellas 27/mar/2014 02.27.46 News

HTRK




Psychic 9-5 Club inaugura un nuovo capitolo nella storia degli australiani HTRK. E’ un album che guarda disincantato al passato, mettendo da parte lo struggimento ed il dolore che ha tempestato l’esistenza di questa band, una delle maniere più attendibili per esorcizzare quanto accaduto,  riscoprendo sentimenti altrettanto genuini come la passione e la speranza. E’ il primo album registrato in duo, con  Jonnine Standish e Nigel Yang unici protagonisti, dopo la terribile scomparsa di Sean Stewart, venuto a mancare nel corso delle registrazioni del disco del 2011 ‘Work (Work, Work)’

Anche se il disco è immediatamente riconoscibile come una creazione degli HTRK – la voce della Standish un marchio di fabbrica evidente – il suono è sicuramente più etereo, abbracciando le intuizioni dell’indie soul e dando una credibile visibilità a quella che è la tendenza per suoni ovattati e decisamente dubby. Una musica da club rivisitata, spaziosa, quasi un liquido amniotico che solca i nostri momenti intimi o di fuga. Via dal frastuono urbano, una rinascita spirituale. E via anche le chitarre riverberate e tutta quella sinistra effettistica vocale, la tensione si è definitivamente allentata, per lasciare spazio a qualcosa di più morbido e vellutato.  

 Una visione più essenziale, un pop efebico sorretto da elastica effettistica digitale, un sospiro, un’immersione. Un tesoro che si schiude lentamente. L’album è stato registrato presso i Blazer Sound Studios in New Mexico con un veterano quale Nathan Corbin degli Excepter. Una pratica che rompe con l’idea di autogestione del gruppo, una concessione relativa ad uno spirito affine che potesse al meglio comprendere la loro nuova dimensione. Il disco è stato poi rifinito in Australia ad inizio 2013, con gli ultimi tocchi apportati a New York durante l’estate.

Tra tutti i temi che attraversano ‘Psychic 9-5 Club’ – che inaugura anche un sodalizio con la lanciatissima Ghostly International – l’amore è centrale. I testi della Standish esplorano la complessità della sessualità, quanto le reazioni tangibili allo smarrimento, ma aldilà di questo c’è anche spazio per un certo humor, una costante in tutta la musica australiana delle ultime decadi. La Standish esplora la sua vocalità in tutte le sue variabili – un tono quasi recitato, anche se non mancano i singhiozzi, le risate ed alcune sinistra varianti – mentre le tecniche esplorative  di produzione di Yang fanno in modo che il suo amore per il dub venga definitivamente premiato. ‘Psychic 9-5 Club’ è definitivamente un disco per l’anima e per il corpo, una delle più gradite sorprese di questa primavera.