Administrator Goodfellas 28/ago/2014 01.30.23 News

so long Johnny



Una delle figure più eclettiche di tutta la scena blues rock americana, Johnny Winter ha ufficialmente salutato l’universo terrestre il 16 luglio del 2014, in una camera d’hotel di Zurigo, alla veneranda idea di 70 anni. John Dawson Winter III – così riconosciuto all’anagrafe – è stato un virtuoso della slide guitar ed anche un vocalist personale, un autentico sopravvissuto alla più rivoluzionaria stagione della controcultura americana, culminata nel festival evento di Woodstock nel 1969. Sin dalla più tenera età si è accompagnato a figure leggendarie del blues, debuttando nel 1968 con un album solista che vedeva tra gli ospiti giganti del calibro di Willie Dixon e Little Walter. La sua carriera si chiude con un disco da studio che è in pratica una retrospettiva sull’uomo e sulle numerose fasi della sua carriera.

‘Step Back’ è così un sunto del suo più viscerale stile, un’urgenza primordiale che trova logica applicazione in standard  interpretati con la complicità di pure istituzioni della musica rock. Si parte con una torrida ‘Unchain My Heart’ che vede schierati i celeberrimi fiati dei Blues Brothers, si prosegue con ‘Can’t Hold Out (Talk To Me Baby) ‘ in cui è Ben Harper a recriminare il ruolo di protagonista. Una scaletta mozzafiato, in cui gli evergreen sono davvero di proporzioni bibliche ed i featuring altrettanto clamorosi. Una parata di stelle in altre parole, come se Johnny avesse in fondo carpito il segreto estremo della vita e fosse pronto a regalarci un commiato con tutti i crismi. Fatto sta che sentirlo duettare con Dr. John in ‘Blue Monday’ , con Billy Gibbons degli Zz Top  in ‘Where Can You Be’ o quell’altro genio della sei corde bianco che risponde al nome di Leslie West (The Vagrants, Mountain), in ‘Long Tall Sally’ non può che essere la più felice sequenza sui titoli di coda immaginabile. So long Johnny!