Administrator Goodfellas 30/apr/2014 02.39.02 News

Buzz Osborne solo!



Non sono state certo le emozioni a mancare nella storia dei Melvins, se possibile una delle cult-rock band di maggior successo degli ultimi vent’anni, almeno nel panorama statunitense. Hanno scandito letteralmente i tempi, anticipando la rivoluzione del Northwest – che comodamente avremmo definito grunge – mettendo a loro agio i fan del più ancestrale hard rock con quelli del dopo-punk. Nulla però poteva prepararci al debutto solista di Buzz Osborne, l’eclettico frontman anche noto come ‘re’,  personaggio per molti versi inafferrabile. Superate da poco le 50 primavere ha scelto di tornare non tanto alle sue origini, quanto a quelle della stessa musica rock, quando gli strumenti erano necessariamente acustici e l’elettricità un sogno recondito dell’umanità.

Non aspettatevi però un disco di pre-war folk, dato che di revival da queste parti non è davvero opportuno discorrere. Del resto Osborne non ha fatto altro che spogliare i suoi brani, come in tempi diversi avevano fatto colleghi altrettanto in vista come Mark Lanegan – nelle prime pause importanti dagli Screaming Trees – e Mark Arm dei Mudhoney (che in un singolo Sub Pop rivedeva addirittura il Bob Dylan di Masters Of War). A giugno il debutto solista di Buzz Osborne per Ipecac Recordings sarà una realtà tangibile e porterà il sarcastico titolo di  This Machine Kills Artists.

E a proposito, sentiamo qual’è il punto di vista del chitarrista in merito:  “non ho davvero alcun intenzione di suonare come una versione indecente di James Taylor od una mezza calzetta che prova a fare il verso a Woody Guthrie.” Magari questo è lo scenario più tipico disegnato da quei rocker che staccano ‘la spina’, suonando spesso patetici. This Machine Kills Artists è dunque un tipo diverso di animale, molto più suadente e selvatico, nonostante la dimensione scarna. E’ sempre sinistra la voce di Buzz, come baciati da atmosfere doom i brani. Come un universo parallelo in cui ai volumi imponenti vengono preferiti inquietanti accordi acustici.