Administrator Goodfellas 29/gen/2014 03.32.09 News

Linda Perhacs, welcome back!

Linda Perhacs

Riconosciuto tra i più affascinanti lavori acid folk dei ’70, ‘Parallelograms’ è un disco che ha avuto un’esposizione mediatica senza paragoni nell’ultimo decennio, riscattando dal dimenticatoio la sua nobile e solitaria autrice. Come un fulmine a ciel sereno Linda Perhacs torna in pista, per la gioia di ascoltatori famelici ed artisti che alla stessa autrice avevano eretto piccoli mausolei della memoria. Da Devendra Banhart (che l’ha ospitata in Smokey Rolls Down Thunder Canyon del 2007)  ai Daft Punk – che inclusero proprio nella pellicola Electroma una demo di If You Were My Man -  la schiera di sostenitori è ampia e prestigiosa, una ragione in più per brindare a questo rientro in scena, dopo oltre 40 anni di anonimato. Il suo debutto fu creato nel pieno della stagione hippy, in una località benevola per gli outsider della costa occidentale: Topanga Canyon, nello stato di Los Angeles. Quale la professione della Perhacas all’epoca? Presto detto, igienista dentale, ma con a cuore la rivoluzione culturale che stava prendendo forma proprio in quei giorni nel suo circondario.

 

Nel 2010, dopo numerose sollecitazioni immaginiamo, la nostra torna a muoversi nell’underground californiano, stabilendo nuove connessioni con una generazione nascente di musicisti capaci, primi fra tutti Fernando Perdomo (un produttore con un curriculum invidiabile tra musica, cinema e televisione) e Chris Price, che saranno fondamentali in fase di scrittura e arrangiamento. Con questo assetto iniziano a  prendere forma i nuovi brani, compresa la traccia che intitola il disco della rentrèe  ‘The Soul Of All Natural Things’. Un’immediata idea di serenità viene trasmessa nel volgere di pochi istanti, quasi un ricongiungimento ad una forma ancestrale di vita terrestre. Un’esortazione per la Perhacs, un invito ad abbandonare le peripezie del quotidiano e ad abbandonarsi al respiro della vita, sempre più compreso da un’esistenza frenetica. Gli intenti sono palesi, riportare l’essenzialità delle cose al centro del nostro percorso, una sensibilità che va a cozzare con il turbinio della metropoli e della vita urbana in genere.

 

Con la complicità di Ramona Gonzalez (in arte Nite Jewel) e Julia Holter, il miracolo si compie in un album che raccoglie tutte le mirabolanti invenzioni del suo magistrale predecessore, incrementando se possibile la qualità delle composizioni, miniature avant-pop che si estendono oltre i confini della tradizione folk, incamerando elementi cameristici, spiragli new age, chitarre flamenco e filamentosi rintocchi elettronici. Un lavoro che nello studio di registrazione e nella post-produzione ha trovato alleati certi. Con la benedizione di Sufjan Stevens – che pubblica per la sua Asthmatic Kitty – una carezzevole onda che ci accompagnerà per tutto questo 2014.