Administrator Goodfellas 01/dic/2014 06.40.53 News

Siskiyou, canadian arts



Torna il gruppo canadese, e lo fa in una maniera maestosa, regalandoci con ‘Nervous’ –nuova fatica per Constellation -  un disco di puro art-rock. I Siskiyou affondano oggi i loro artigli nella musica pop con facoltà di revisione, prendono spunto dalla musica colta per condire i loro voli pindarici ed abbozzano riferimenti addirittura classico/cameristici. Un disco che non trascura nessuna ipotesi, ricercando ibridi spesso coraggiosi con una innegabile semplicità di fondo. Quello che appare evidente è una capacità di scrittura fuori dal comune. ‘Nervous’ è quasi una rappresentazione teatrale in musica, c’è sicuramente del glamour, ma anche un pizzico di fantascienza terrena. Come dire: se siete appassionati dei Roxy Music con Brian Eno e del David Bowie berlinese fareste bene a prestare attenzione.

A conti fatti quella dei Siskiyou è una storia che potrebbe trovare delle analogie con i celebri conterranei Arcade Fire, percorsi e luoghi di appartenenza sembrano darne riprova. Fatto sta che ‘Nervous’ appare come un luogo d’approdo più che una stazione intermedia, il profilo della band è così sofisticato da lasciar intendere una celebrazione con stile. Erik Arnesen, Peter Carruthers, Shaunn Watt ed Andrew Lee hanno praticamente rivisto le pratiche del pop più sperimentale per regalarci la loro versione del futuro in musica. Ed anche la lista dei compartecipanti fa notizia. In due tracce troviamo il sax di Colin Stetson, un gigante discreto che regala un contrappunto ideale alle novelle cinematiche del quartetto. Poi gli arrangiamenti d’archi di un veterano come Owen Pallet, per consegnare una storica manifattura

Anche l’intervento decisivo del produttore ed ingegnere del suono Leon Taheny (Owen Pallett/Final Fantasy, Dusted, Austra) deve aver assicurato i Siskiyou ad intraprendere un percorso di assoluta eccellenza. Grande autorità e nessun timore reverenziale per una band che oggi riesce a racchiudere nelle sue pratiche molteplici aspetti del rock alternativo. Anche il ricorso alle voci della St. James Music Academy Senior Choir, configura un percorso magico e la voglia di portare un dato esistenziale nei più alti meandri dell’intellighenzia rock. Il sapore di qualcosa di definitivo.