Administrator Goodfellas 24/feb/2015 05.17.37 News

The Skints, swingin' londoneers



The Skints
 sono un quartetto reggae di Londra, descritto dal notabile Clash Music come i portatori della fiamma della moderna musica reggae britannica. Il loro sound trascrive lo stile jamaicano e quello londinese, attingendo per l’appunto a reggae, ska e dub, addizionando il tutto con tracce di  grime ed hip-hop; uno stile  contemporaneo che raccoglie tanto dalle strade della capitale inglese come dalle più assolate location caraibiche. Si sono esibiti in centinaia e centinaia  di concerti sui palchi di mezzo mondo,  a partire dal loro battesimo nel 2007, confermando come la dimensione live sia loro oltremodo congeniale. In occasione dell’edizione 2014 del Festival di Reading – stando alle parole del puntuale The Guardian – fecero un figurone, aizzando la folla con i loro ritmi in levare.

FM, in uscita il 9 di marzo per Easy Stars, è senza ombra di dubbio il loro album migliore, una crescita esponenziale per quello che riguarda la loro scrittura e tecnica individuale, con uno studio di registrazione che ha permesso loro di focalizzare al meglio ogni singola intuizione. Un concept stando ai protagonisti, dove si paga pegno alla cultura delle stazioni radiofoniche, (ufficiali o pirate che siano), che hanno contribuito a plasmate la loro conoscenza musicale, conservando il sacro fuoco della musica reggae per tutti questi anni. Da passaggi deliberatamente heavy roots ad illuminanti ibridi Motown/ska, fino a sconfinare nei territori del ragga/dancehall e del rocksteady (con un pizzico addirittura di grime), il gruppo ha rinnovato con grandi fortune il suo approccio. Merito anche del ‘padrino’ Prince Fatty (Hollie Cook, Lily Allen) un produttore che ai controlli ha saputo fornire una prestazione esemplare. Tra gli ospiti si segnalano Tippa Irie, Horseman, l’mc grime Rival e addirittura un cameo da parte del comico Rufus Hound

Le disparate influenze del disco non fanno altro che deporre a favore della band che in maniera umilissima rovista tra i suoi archivi, riproponendo le stesse esperienze consumate sui solchi di Clash (quelli ovviamente di Sandinista), Tenor Saw, The Roots Radics, Rancid, The Shirelles, Wiley, Jimmy Cliff e addirittura Black Flag, che omaggiano con un’incredibile versione di ‘My War’. Le buone vibrazioni sono assicurate.