Administrator Goodfellas 27/mar/2014 04.04.17 News

Wooden Wand country magic



Facendo seguito all’acclamato ‘Blood Oaths of the New Blues’, accolto da parole di giubilo da tutta la critica che conta,  James Jackson Toth torna con un ciclo di brani ruvidi ed al contempo intimisti, registrati nel corso dei suoi numerosi spostamenti attraverso gli stati americani. Per l’occasione sceglie due collaboratori di grande prestigio come il giovane virtuoso della sei corde William Tyler (svezzatosi alla corte dei Lambchop ed autore di bellissime prove soliste per Tompkins Square e Merge) ed un geniaccio come il bassista Darin Gray (On Fillmore, Jim O'Rourke, Grand Ulena, Dazzling Killmen). Le composizioni di  Toth aspirano al titolo di classici istantanei, la sua penna esperta ci regala una futura hit delle praterie come ‘Dambuilding’, attingendo ad un parco suoni che è pura poesia in rima con le sterminate praterie dell’America centro-settentrionale.

Per ‘Farmer's Corner’ – ancora una volta sotto l’egida di Fire - Wooden Wand ha deciso di provare qualcosa di diverso, piuttosto che spendere un’intera settimana in un asettico studio di registrazione con le stesse persone, lo stesso equipaggiamento e lo stesso ingegnere del suono. Per formalizzare il suo modus operandi, Toth ha deciso di fermare non solo le idee su carta, ma anche su nastro, registrando nei momenti a lui più congeniali, senza scadenze asfissianti. Ragion per cui occorre approcciarsi a ‘Farmer’s Corner’ come ad una autoproduzione, la prima a tutti gli effetti per Wooden Wand.  Oltre sei sessioni in quattro diversi studi, distribuiti in ben tre stati. Un lavoro mastodontico, che ha portato al concepimento di un sostanzioso numero di composizioni. Da scremare, necessariamente. In questo fertile clima le collaborazioni con Gray e Tyler sono state oltre modo funzionali, ai due si è aggiunto anche il cantautore di Lexingotn, Kentucky (nuova città adottiva di Toth), Doc Feldman ed un manipolo di amici reclutati tra St Louis e Nashville.

Lo spirito del lavoro sfiora i gemiti più lisergici dei suoi Vanishing Voice, rispolverando sempre una passione autentica per il pre-war folk e le più placide visioni che lo hanno visto protagonista su Young God (come non ricordare quel ‘Briarwood Virgins’ per la label di Michael Gira a proposito ?) . E’ un disco capitale, provate ad immaginare i Little Feat che coverizzano Harvest Moon di Neil Young e sarete prossimi alla verità. Tutto questo non per sminuire il protagonista principe, quanto per evidenziarne la capacità di tradurre genuinamente storie in musica, con la personalità del grande autore. Prolifico, ma non per questo prevedibile, James Jackson Toth è una delle figure monumentali della new American roots.