Administrator Goodfellas 01/giu/2015 01.09.20 News

Younge/Killah: 12 reasons to die II



A partire dalla copertina - un incanto thriller gotico che sarebbe potuto albergare nella mente dei migliori registi italiani d'epoca (Sergio Martino su tutti) o in quella dell'inestimabile Jesus Franco - abbiamo la dimensione di un plot non solo musicale, ma anche estetico, che dagli albori di questa collaborazione ha illuminato le strade del Wu-Tang Clan Ghostface Killah e del produttore factotum Adrian Younge. Gli innumerevoli estimatori della combo, ormai tutt'altro che estemporanea, hanno atteso ben due anni il successore del fortunato esordio.   Un periodo comunque intenso per entrambi, dall'incontro di Ghostface con la band 'strumentale' canadese Badbadnotgood alle innumerevoli sortite di Younge dietro al banco di regia e non solo (pensiamo a quanto fatto con il suo marchio personale Linear Labs). C'è un'addizione importante dal punto di vista lirico in occasione di questo secondo volume: Raekwon. La chimica cementata da due decadi or sono - in occasione del classico di Rae 'Only Built 4 Cuban Linx' - è più forte che mai. 

Il contenuto testuale di questa seconda parte è stato portato alla luce in maniera vivida dai commenti sonori di Younge, i cui tratti musicali distintivi evocano un universo immancabilmente cinematico, albergato da scorie soul psichedeliche. Non solo campioni eccezionali, ma parti integralmente eseguite dal produttore, che in maniera del tutto autonoma ha provveduto all'inserimento degli strumenti - oltre 10 all'occorrenza -  al fine di ricreare quell'atmosfere funk ovattata che non solo rimanda ai classici della blaxploitation, ma anche alle prodezze dei nostri grandi direttori d'orchestra alle prese con il cinema di genere. E' così un bagno nei seventies più oscuri, dove la psiche degli artisti underground più in vista immaginava universi paralleli in preda a inedite prese di coscienza.

Ancora una volta Younge e Ghost hanno distillato le loro doti migliori, al fine di ricreare una drammatica storia surreale, descritta nel migliore dei modi dal tono delle musiche e dalle tecniche di registrazione.